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iOS 27: come cambia l’iPhone con l’Intelligenza Artificiale

iOS 27: come cambia l’iPhone con l’Intelligenza Artificiale

aprile 24, 2026

Con la presentazione di iOS 27 alla WWDC (la Conferenza Mondiale degli Sviluppatori Apple) dello scorso giugno, Apple ha provato a giocarsi la carta del riscatto sul fronte dell'Intelligenza Artificiale, dopo due anni in cui Apple Intelligence era rimasta indietro rispetto alle promesse iniziali. Il nuovo sistema operativo, disponibile in autunno, porta con sé una versione completamente ripensata di Siri e un’IA più integrata in praticamente ogni angolo del telefono.


✍ TL;DR
🗣️ Siri AI potenziato📸 Visual Intelligence avanzata🌍 Compatibilità dispositivi🔒 Privacy e sicurezza⚙️ Differenze con altre IA
  • Cosa cambia davvero: la nuova Siri e le funzioni AI
  • L'aggiornamento principale riguarda Siri AI, un assistente vocale trasformato, più conversazionale e capace di gestire richieste complesse. Apple utilizza la tecnologia di Google Gemini per migliorare il modello linguistico, mantenendo il controllo sull'esperienza utente. Siri diventa un’app autonoma, in competizione con chatbot come ChatGPT e Claude.
  • Le novità includono anche la fotocamera, che introduce la Visual Intelligence per riconoscere e tradurre oggetti, e un'app Foto riorganizzata con strumenti di ricerca intelligenti. Safari offre la funzione “Avvisami” per monitorare cambiamenti nelle pagine web, mentre Mappe e Casa ricevono aggiornamenti significativi.
  • I controlli parentali sono potenziati con funzioni come “Chiedi di navigare” per gli account minorenni.
  • La compatibilità per iOS 27 include modelli datati come iPhone 11, ma le funzionalità AI avanzate sono riservate a dispositivi recenti con chip potenti. Siri AI non sarà disponibile nell’Unione Europea e in Cina per motivi normativi.
  • Apple si distingue per l'integrazione di sistema, l'elaborazione ibrida e un forte focus sulla privacy, garantendo che i dati non vengano utilizzati per addestrare modelli. Resta da vedere se queste innovazioni colmeranno il divario con concorrenti come Google e OpenAI.

Cosa cambia davvero: la nuova Siri e le funzioni AI

Il cuore dell'aggiornamento è Siri AI, una versione dell’assistente vocale profondamente diversa da quella conosciuta finora: più conversazionale, capace di gestire richieste articolate in più passaggi e di muoversi con maggiore disinvoltura tra le app. Dietro le quinte, Apple ha scelto di appoggiarsi alla tecnologia di Google Gemini per potenziare le capacità del modello linguistico, mantenendo però il controllo fortissimo sull’esperienza utente e sull’integrazione con il sistema. Siri diventa anche un’app a se stante, oltre a restare accessibile ovunque nel sistema, ponendosi come risposta diretta a chatbot come ChatGPT, Gemini e Claude.

Le novità non si fermano all’assistente vocale.

La fotocamera riceve una sezione dedicata alla Visual Intelligence, che affianca le modalità Foto, Video, Ritratto e Panorama: punti l’obiettivo su un oggetto, un cartello o un menu, e l’IA lo riconosce, lo traduce o ne estrae informazioni utili. L’app Foto viene riorganizzata con strumenti di ricerca ed editing più intelligenti, capaci di comprendere il contenuto delle immagini in linguaggio naturale.

Anche Safari beneficia dell’IA con la funzione “Avvisami” che, come dice il nome, avvisa quando una pagina web cambia, utile per monitorare prezzi o disponibilità di prodotti o servizi.

Mappe rinnova Flyover con modelli di visione artificiale applicati alle immagini aeree, mentre l’app Casa raggruppa e descrive automaticamente le notifiche delle telecamere. Apple ha inoltre annunciato un rinnovato Image Playground per la generazione di immagini, con l’impegno esplicito a non usare i contenuti creati dagli utenti per addestrare i propri modelli.

Un intero capitolo dell’evento è stato dedicato ai controlli parentali, potenziati con funzioni come “Chiedi di navigare” e “Chiedi di acquistare” attive di default per gli account dei minori di 13 anni, con l’IA chiamata a suggerire nel tempo come adattare le restrizioni alla crescita del ragazzo.

Quali dispositivi sono compatibili?

Qui la situazione è a due velocità, ed è importante non confonderle.

iOS 27 manterrà la stessa base di compatibilità di iOS 26. Questo significa che riceveranno l’aggiornamento anche modelli piuttosto datati come iPhone 11, iPhone 11 Pro, iPhone 11 Pro Max e iPhone SE di seconda generazione, oltre a tutte le famiglie successive (12, 13, 14, 15, 16 e 17). Su questi dispositivi più vecchi arriveranno comunque miglioramenti di sicurezza, stabilità, prestazioni e la nuova interfaccia Liquid Glass.

E le funzioni di Apple Intelligence? Qui il taglio è netto. Le funzionalità IA più avanzate - dai nuovi strumenti di scrittura a Siri potenziato, fino all’analisi visiva approfondita - restano riservate ai modelli più recenti, cioè agli iPhone dotati di un chip abbastanza potente da eseguire i modelli IA direttamente sul dispositivo. Chi possiede un iPhone 11 o un iPhone 14, per fare un esempio, potrà installare iOS 27 e goderne i miglioramenti generali; ma non vedrà mai comparire Siri IA o le funzioni generative più… “sofisticate”.

Per ricapitolare: L’IA sarà disponibile su tutti i modelli di iPhone 16 e successivi, su iPhone 15 Pro e iPhone 15 Pro Max.

Per gli iPad servono modelli iPad mini (A17 Pro) o iPad con chip M1 e successivi; per il Mac, macOS con chip Apple Silicon; per l’Apple Watch, un abbinamento con un iPhone compatibile con Apple Intelligence.

Da segnalare che Siri AI non sarà disponibile da subito nell’Unione Europea, Italia inclusa, per ragioni legate al Digital Markets Act, così come resterà bloccata in Cina, mentre Apple lavora con le autorità locali sui requisiti normativi.

Le differenze rispetto alle altre IA

Rispetto a ChatGPT, Gemini oppure Copilot, l’approccio di Apple si distingue per alcuni tratti caratteristici ben definiti:

  1. Integrazione di sistema, non un’app a parte: l’IA di Apple è pensata per essere invisibile, incorporata nelle app che si usano ogni giorno (Messaggi, Foto, Mail, Safari) piuttosto che vissuta come un prodotto separato da aprire e interrogare
  2. Elaborazione ibrida: molte richieste vengono gestite direttamente sul dispositivo grazie al Neural Engine, mentre i compiti più complessi vengono instradati verso il Private Cloud Compute, l’infrastruttura cloud proprietaria di Apple pensata per replicare le stesse garanzie di sicurezza del calcolo locale
  3. Partnership, piuttosto che modello proprietario totale: per le capacità conversazionali più avanzate Apple si affida a tecnologia di terze parti (Gemini di Google, oltre all’integrazione già esistente con ChatGPT), un approccio diverso da chi, come OpenAI o Google stessi, sviluppa e controlla l’intero stack
  4. Segmentazione hardware più marcata: mentre altri produttori tendono a rendere le funzioni IA disponibili più trasversalmente, Apple lega buona parte delle funzioni più avanzate a un requisito hardware preciso (chip A17 Pro/M1 in su), creando una differenza di esperienza netta tra un iPhone “pronto” per l’IA, e uno che non lo è.

L’attenzione alla privacy

Il tema privacy resta il cavallo di battaglia con cui Apple prova a differenziarsi. Durante la presentazione, il responsabile del software Craig Federighi ha ribadito che per l’azienda la privacy nell’IA è un principio non negoziabile, sottolineando che i dati vengono utilizzati solo per eseguire la richiesta dell’utente e che soggetti esterni indipendenti possono verificare questa promessa in qualsiasi momento.

In pratica, questo si traduce in due pilastri: l’elaborazione “on-device” per la maggior parte delle richieste, che non lascia mai il telefono, e il “Private Cloud Compute” per i compiti che richiedono più potenza di calcolo. Si tratta di un sistema progettato in modo che nemmeno Apple possa accedere ai dati elaborati, verificabile da ricercatori indipendenti attraverso il codice pubblicato. Anche sul fronte della generazione di immagini, Apple ha ribadito che i contenuti creati dagli utenti non vengono usati per addestrare i modelli, un punto su cui i concorrenti sono spesso stati più ambigui.

Resta da vedere se queste garanzie, unite a un’esperienza IA finalmente all’altezza delle attese, basteranno a colmare il divario accumulato negli ultimi due anni rispetto a Google e OpenAI: il giudizio definitivo arriverà con il rilascio pubblico di iOS 27 previsto per settembre.

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